Castagne Marroni

Marchio Collettivo

Castagne e Marroni del Piceno

Il territorio delle Castagne e dei Marroni Piceni è per la maggior parte ricadente nei Parchi Nazionali dei Monti della Laga e dei Monti Sibillini, tra le Regioni, Marche, Abruzzo e Lazio, nelle province di Ascoli Piceno, Teramo e Rieti.

Numerose le varietà presenti, Castagna Rustica e Gentile, la N’zita, la Inserta,  il Marroncino dell’Ascenzione è un cultivar di castagna dal Monte Ascenzione e la Tallacano. Le cultivar della varietà Marroni, Pallante o Tallacano di razza proveniente dalla Località Tallacano di Acquasanta Terme,  Marrone delle Piagge dalla località Piaggie di Ascoli Piceno ed infine il Marrone Biondo, il cultivar che accomuna tutto il territorio dei Parchi ed il territorio pedemontano Piceno.

Nella Regione Marche, dei circa 1000 ettari totali, secondo elaborazione di Coldiretti su dati Istat del 2016, il 94% di essi è concentratto nel Piceno.

Ben 940 ettari, distribuiti tra i Comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montegallo, Montemonaco, Roccafluvione.

Due soli i prodotti inscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, PAT, apposito elenco predisposto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il Marrone di Acquasanta Terme ed il Marrone di Roccafluvione.

Non ci sono dati disponibili sull’estenzione dei Castagneti Teramani nella località di Valle Castellana. Il marrone locale è presente nell’elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari tradizionali, PAT, come Marrone di Valle Castellana.

Nella Regione Lazio, in provincia di Rieti, nei territori di Amatrice ed Accumoli l’estenzione totale dei castagneti produttivi è di circa 100 ettari.

Il termine Piceni sottolinea l’appartenenza comune al territorio storicamente influenzato dall’omonimo popolo italico, la parte settentrionale della Regione Abruzzo, la totalità della Regione Marche e la parte nord orientale della Regione Lazio. Oggi terre di confine accumunate non solo dall’aspetto geografico e dalla biodiversità presente, ma anche dagli stessi usi e costumi.

Probabilmente l’imboschimento fù ad opera dei monaci o quantomeno diedero un nuovo impulso all’area nell’alto medioevo e a testimoniarlo vi sono gli splendidi longevi castagni ultrasecolari presenti sul nostro territorio, vere opere d’arte.

L’aspetto del frutto denominato Castagna è generalmente più scuro rispetto al Marrone, in particolar modo per la rustica anche se la tipologia innestata dall’ ecotipo denominato Castagna Gentile, può assumere colori rossastri, in  alcuni casi molto simili al Marrone, ma non per gusto e sapore. Le differenze sono anche fisiche, visibili sul Pericarpo dalla presenza di striature verticali sul corpo, un Ilo alla base chiaro con una rappresentazione comunemente denominata ‘ stella ‘ poco pronunciata, a differenza dei Marroni più marcata. L’episperma, la pellicola che ricopre il frutto, nelle castagne è di difficile rimozione, al contrario dei Marroni molto semplice da rimuovere.

I Marroni Piceni si differenziano dagli altri ecotipi italiani e delle castagne per la loro particolare dolcezza e fragranza e per la pezzatura dei suoi frutti, molto grandi, il riccio di solito ne contiene due o tre. I frutti, semplicI e versatili, possono essere consumati freschi o secchi. Il procedimento tradizionale per l’essiccazione prevede la cosidetta Cura, otto giorni in acqua fredda e poi lasciate ad asciugare in luogo areato al riparo della luce del sole.

Esse sono ottime cotte arrosto sul fuoco, lessate, sfarinate per i dolci caserecci, in zuppe e minestre o in secondi uniti ai funghi porcini locali. Ricordo i sapori del Castagnaccio, dei ravioli ripieni a carnevale e delle torte e crostate dello stesso impasto, le conserve sottospirito, marmellate con vaniglia e rhum, marroni glassati, salami e rotoli.

Ricette Tipiche:

 I Ravioli di Marroni.